“La nobiltà del vino è proprio questa: che non è mai un soggetto staccato e astratto, che possa essere giudicato bevendo un bicchiere, o due o tre, di una bottiglia che viene da un luogo dove non siamo mai stati”.
– Mario Soldati
Al termine del suo lungo peregrinare per le regioni d’Italia, Mario Soldati ci ha trasmesso quella che, forse, è la più profonda verità in campo enologico: il vino è indissolubilmente legato al suo territorio di origine.
Non si tratta solo di composizione chimica e caratteristiche organolettiche, ma anche e soprattutto di emozioni. Lo sa bene chi ha bevuto un calice di vino proveniente da un luogo visitato personalmente: non appena i suoi profumi raggiungono il naso, ti trasportano in quella terra, fra paesaggi dai colori ancora vivi nella tua mente. E al primo sorso è un po’ come se rivivessi le stesse sensazioni che hai provato assaggiandolo in cantina, dove è nato, mentre ricordi la sua storia, che il produttore ti ha raccontato con grande orgoglio e un pizzico di emozione.
Per questa ragione, la visita in un’azienda vitivinicola, che spesso si traduce in un breve tour dei locali di produzione, seguito dalla degustazione delle referenze, dovrebbe essere trasformata in una vera e propria esperienza multisensoriale, in grado di generare sentimenti e ricordi duraturi in chi la vive. In tal modo, il vino diviene il punto di partenza per un viaggio sensoriale ed emozionale alla scoperta dei luoghi nei quali è stato creato, non solo per l’enoappassionato, ma addirittura per l’intera famiglia o il gruppo di amici, compresi i bambini e gli astemi.
Facile a dirsi, ma come si fa?
Qualche produttore, innamorato della propria terra, ha scelto di trasmettere il profondo legame fra vino e territorio in cui è prodotto attraverso l’offerta enoturistica, proponendo esperienze immersive agli ospiti dell’azienda.
In particolare, in Lombardia, a pochi chilometri da Milano, ci sono due realtà che si impegnano nella valorizzazione degli ambienti che le ospitano, tramite visite guidate molto particolari e suggestive.
La Genisia
Siamo in Oltrepò Pavese, nella zona di Codevilla, dove, dalla storica Cantina Sociale Torrevilla, ha preso vita un progetto giovane e dinamico, volto a puntare i riflettori sul bellissimo paesaggio circostante e sul suo fiore all’occhiello, il Pinot nero.
In seguito alla zonazione dei terreni, sono stati selezionati 70 ettari, coltivati con un sistema di produzione integrata certificato SQNP, appartenente a 20 soci della cooperativa, regolati da un disciplinare interno, che uniforma tutte le operazioni in vigneto. Il principale focus produttivo de La Genisia è costituito dagli spumanti metodo classico, anche se non mancano versioni di Pinot nero vinificato in rosso e Riesling renano.
Le formule cha la cantina propone ai propri ospiti sono davvero originali e pensate per tutte, bambini inclusi: infatti, per i più piccini è stata studiata una speciale degustazione di succhi di frutta (non industriali), con tanto di calice “professionale” e disegni delle varie fasi vegetative della vite da colorare.
Per esplorare la splendida area circostante, La Genisia offre visite guidate a cavallo o in e-bike fra i vigneti, fino ad arrivare alla panchina gigante di Mondondone, da cui si può apprezzare un panorama mozzafiato.
In questa location così suggestiva è possibile godere di un picnic di lusso, a base di prodotti e piatti tipici, come per esempio il salame di Varzi DOP, i (deliziosi) crostini con burro al peperone di Voghera e acciuga della Via del Sale, il baccalà alla varzese e la frittata con erba amara di san Pietro.

Il tutto rigorosamente accompagnato dai vini della cantina: nota di merito agli spumanti, Pinot nero 100%, nelle versioni brut, extra brut e pas dosè, che valorizzano sia il terroir che il vitigno, trasmettendo piacevolezza ed eleganza.

I ragazzi de La Genisia hanno pensato anche a chi non se la sente di montare a cavallo o su una bicicletta: infatti, c’è la possibilità di raggiungere la big bench in cima alla collina in automobile e, grazie alla tecnologia, fare il tour dei vigneti comodamente seduti, tramite un visore per realtà aumentata.
Nove Lune
Sulle colline intorno a Bergamo, adiacente alla Riserva Naturale Oasi WWF Valpredina, sorge la cantina di Alessandro Sala, il cui focus produttivo è la creazione di vini di alta qualità nel massimo rispetto per l’ambiente. Per raggiungere questo scopo, Alessandro ha progettato personalmente la struttura di Nove Lune, realizzandola secondo i principi della bioedilizia. Inoltre, la scelta più coraggiosa è stata quella di allevare solo vitigni PIWI, ovvero varietà naturalmente resistenti alle principali malattie della vite. Ciò ha permesso di eliminare quasi del tutto i trattamenti in vigneto, condotto in regime biologico certificato.
Alla sua linea di vini fermi, Sala ha affiancato un metodo classico, che affina sui lieviti per 60 mesi, il cui debutto in società è previsto per il 14 giugno 2025. La particolarità di questo spumante, da uve Bronner, Johanniter e Souvignier gris, è il luogo in cui riposa così a lungo prima di essere sboccato: la miniera Costa Jels (Gorno), da cui prende il nome, che oggi è diventata un ecomuseo.

In tale insolita location si tengono le visite organizzate da Nove Lune, in collaborazione con guide locali, alla scoperta dei 230 km di gallerie (non proprio tutti, eh!), dove sono custodite le bottiglie. Muniti di elmetti protettivi e torce, ci si avventura in questo luogo misterioso e affascinante, fra i cunicoli che hanno ospitato i minatori fin dall’epoca degli antichi Romani. Durante il percorso, oltre a imparare molte curiosità sull’ecosistema della miniera e sui minerali presenti, ci si imbatte in ricostruzioni storiche di vicende realmente accadute al suo interno.
Al termine dell’escursione è previsto il pranzo in un ristorante tipico della zona, con menu a base di prelibatezze locali: gli scarpinocc al burro e salvia, i deliziosi formaggi delle valli bergamasche, come il celebre Storico Ribelle, la selvaggina con la polenta e, in autunno, diverse portate a base di funghi porcini.
Accompagnano le portate gli elegantissimi vini di Nove Lune, il cui valore intrinseco va ben oltre la loro indiscutibile bontà e ci spinge a riflettere sul fatto che bere bene in modo sostenibile si può e si deve, per il pianeta che ci ospita e per la nostra stessa salute.
