Dal punto di vista sensoriale, il vino rappresenta uno dei prodotti più complessi da codificare e il suo apprezzamento è il frutto dell’interazione fra composizione chimica, meccanismi di percezione e influenze contestuali. Tra queste ultime, in particolare, rientrano i fattori in grado di agire sulle emozioni di chi sta assaggiando il vino, motivo per cui le degustazioni tecniche, in genere, si tengono in ambienti più neutri possibile (pareti bianche, buona insonorizzazione, assenza di odori particolari).
Considerato ciò, viene dunque da chiedersi: che cosa riesce ad agire sulle nostre emozioni più della musica?
Proprio questa domanda ha dato vita a numerosi studi scientifici, volti a dimostrare in che modo la musica è in grado di alterare la percezione e, di conseguenza, il giudizio su un determinato vino. Uno dei più recenti, condotto dall’Università di Pisa, in collaborazione con l’Istituto di Fisiologia Clinica del CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche), indaga l’influenza della musica live durante il processo di valutazione del nettare di Bacco.
Che cosa dice la scienza?
Nel corso di uno studio risalente allo scorso anno (“Influence of Live Music and Tasting Assessment on Hedonic and Emotional Responses of Wine in Public Tasting Events”, Foods 2026, 15(3), 504), i ricercatori dell’Università di Pisa e quelli del CNR hanno analizzato la capacità della musica dal vivo di modificare le percezioni di chi sta assaggiando un vino.
Come ha sottolineato uno degli autori, il professor Roberto Marangoni: “Abbiamo voluto superare le tradizionali misure di psicofisica per concentrarci sugli aspetti emozionali, che mettono in relazione musica e vino. Non una valutazione tecnica, basata su acidità, tannini o altri parametri tipici delle degustazioni professionali, ma un’analisi di tipo emozionale: quali emozioni genera il vino e come queste cambiano quando interviene la musica, che a sua volta è una potente sorgente emotiva”.
Materiali e metodi dello studio
Per realizzare la ricerca, sono stati organizzati cinque eventi pubblici di degustazione, ciascuno con un numero di partecipanti pari a 45-50. Le persone, reclutate su base volontaria, di sesso, età e conoscenze enologiche differenti, hanno assaggiato alla cieca quattro vini nel corso di ogni incontro: uno di questi è stato servito durante tutti i cinque eventi, mentre gli altri tre cambiavano.
I campioni sono stati presentati in tre diverse condizioni: prima senza musica, poi accompagnati da due brani eseguiti dal vivo da un trio jazz, uno più rilassante/malinconico e l’altro più energico.
Al termine di ogni sessione, i partecipanti hanno espresso la propria valutazione di piacevolezza ed emozionale relative a ciascun assaggio, attraverso un questionario appositamente strutturato con parametri definiti.
Una volta raccolti e verificati tutti i dati sono stati analizzati per comprendere in modo preciso l’interazione fra musica live e percezione del vino.
Risultati
Lo studio in oggetto dimostra che la musica dal vivo è in grado di influenzare il modo in cui noi valutiamo il nettare di Bacco, sia dal punto di vista della piacevolezza sia da quello delle emozioni provate. In particolare, dai dati emerge che un sottofondo musicale energico suscita una risposta emozionale e di gradimento del vino più marcata rispetto a uno rilassante. In entrambi i casi, comunque, la valutazione degli assaggi da parte dei partecipanti è stata nettamente più positiva rispetto a quella fornita in assenza di musica.
Inoltre, è risultato che, fra le varie sensazioni, l’emozione della sorpresa è quella maggiormente correlata a un aumento del gradimento del vino. Questo suggerisce che le percezioni olfattive e gustative sono profondamente connesse al processo emozionale e che un’integrazione transmodale può modificare sensibilmente l’esperienza personale della degustazione.

Applicazioni pratiche
Al di là della scoperta molto affascinante, che conferma quanto il vino sia strettamente connesso alle nostre emozioni, i risultati di questo studio forniscono alcuni spunti di riflessione piuttosto interessanti e utili nella pratica quotidiana. Infatti se, come dimostrato, la musica dal vivo ha un impatto diretto sulla percezione del vino, aumentandone positivamente la piacevolezza, grazie alla sua azione sulle emozioni, allora questo aspetto potrebbe diventare un alleato preziosissimo nel corso delle degustazioni in cantina.
Offrire ai propri ospiti un accompagnamento musicale mentre degustano i vini in azienda trasformerebbe un’esperienza piacevole in una emozionale, garantendo un maggiore gradimento dei prodotti e, soprattutto, un ricordo legato alle emozioni provate.
Quest’ultimo aspetto in particolare è molto importante, perché permetterà ai partecipanti di ricordare l’esperienza vissuta e, dunque, il brand, facendo aumentare le possibilità che in futuro le persone tornino in cantina o comunque acquistino i vini che hanno assaggiato nel corso della degustazione.
In un momento storico non semplice per il settore enologico, come quello che stiamo vivendo, trovare un quid che permetta di distinguersi ed essere ricordati dalla gente è la vera arma vincente.
Grazie a questo studio la scienza ha servito su un vassoio d’argento un suggerimento, che potrebbe costituire una svolta nel modo in cui vengono normalmente condotte le degustazioni in azienda: meno tecnicismi, più emozioni. E per una volta, al di là di numeri e analisi, ha dimostrato qualcosa che, forse, gli enoappassionati hanno sempre saputo: il vino, esattamente come la musica, è emozione e insieme costituiscono un connubio perfetto e potentissimo.
