Vinitaly 2025: grandi numeri, vitigni rari, PIWI, bottiglie sommerse e vini dealcolati

La 57° edizione di Vinitaly è appena terminata e, come ogni anno, ha fatto registrare numeri molto interessanti: circa 97.000 presenze totali, di cui 32.000 operatori esteri, provenienti da più di 130 Paesi. In un momento critico per l’export del vino italiano, assistere a un aumento del 7% rispetto al 2024 di professionisti stranieri è tanto rassicurante quanto inaspettato per molti produttori.

Il mercato che ha mostrato maggior interesse è stato il Regno Unito, con un +30% di buyer presenti alla fiera rispetto allo scorso anno, seguito da Francia, Belgio, Olanda, Svizzera e Giappone. Bene anche i due mercati chiave per l’export del vino italiano: Germania e Stati Uniti, infatti, sono cresciuti entrambi del 5%. Solo la Cina ha fatto segnalare un trend negativo, con un calo di presenze del 20%. Numeri molto incoraggianti, dunque, che fanno tirare un sospiro di sollievo all’Italia, dopo le notizie funeste delle ultime settimane, dovute ai tanto temuti dazi imposti dal presidente Donald Trump.

“Vinitaly 2025 chiude con un’edizione di successo, in cui il mondo del vino italiano ha saputo esprimere unità, capacità di reazione e visione strategica, anche di fronte alle difficoltà iniziali legate all’introduzione dei dazi. Verona si riafferma come capitale europea del vino”, ha dichiarato al termine della manifestazione Federico Bricolo, presidente di Veronafiere.

Tante le novità dell’edizione 2025: da Vinitaly Tourism, il nuovo format dedicato all’enoturismo, all’area riservata ai vini no/low alcol. Spazio anche a Raw Wine e @mphoRa Evolution.

Passeggiando fra i meandri di Vinitaly si impara sempre moltissimo e spesso si scoprono veri e propri tesori, in alcuni casi sommersi: per esempio Aphrodite di Tommasone Vini, lo spumante metodo classico ischitano prodotto a partire dalle varietà autoctone Biancolella e Forastera. Il vino riposa in cantina sui lieviti per 36 mesi, quindi viene sboccato e posto in fondo al mare, a una profondità di 60 metri per un anno e mezzo.

All’assaggio il perlage risulta più fine rispetto alla versione affinata solo in cantina ed è evidente una maggiore sapidità, accompagnata da una particolarissima nota salmastra.
Se vuoi conoscere meglio la tecnica dell’underwater aging, leggi l’articolo Underwater aging: tesori sommersi o strategia di marketing?.

Molto interessante l’area dedicata ad @mphoRa Evolution, dove si possono assaggiare vini maturati in anfora, spesso prodotti a partire da varietà “non convenzionali”.
Nota di merito a Rukh di Nove Lune, orange wine fermentato e lasciato riposare in anfora per un anno. Le uve impiegate, Bronner e Johanniter, sono PIWI, cioè naturalmente resistenti alle malattie e permettono di eliminare quasi totalmente i trattamenti in vigneto.

Colore ammaliante, bouquet complesso e goloso, con un finale etereo molto elegante, Rukh è sicuramente l’orange wine che non ti aspetti e che sa sorprenderti sotto tutti i punti di vista.


Dato che nel mondo del vino non si finisce mai di imparare, questa occasione è stata utile per scoprire G.R.A.S.P.O., nata dall’attività di alcuni viticoltori che si occupano di recuperare e valorizzare vitigni rari autoctoni del proprio territorio. Se nomi come Leonicena, Brepona, Cenerente, Saccola, Ucelùt, Cividin ti ricordano i personaggi di una fiaba, allora ti consiglio di visitare il sito dell’associazione: scoprirai, infatti, che in realtà sono tutte varietà di uva.

Conclude la carrellata delle curiosità di Vinitaly 2025 la sezione dedicata ai vini dealcolati, che, come previsto, ha attirato una folla di curiosi, soprattutto fra i winelover più giovani.
Presenti ai banchi d’assaggio aziende che da diversi anni commercializzano vini no/low alcol (per esempio Mionetto) e altre che si sono avvicinate a questa tipologia da meno tempo. La filosofia comune a tutti i produttori è racchiusa in una parola: complementarità. I dealcolati, infatti, non vogliono essere un’alternativa ai vini “tradizionali”, bensì trovano il proprio spazio come proposta aggiuntiva, utile per rispondere alle richieste di un mercato in evoluzione e per intercettare nuovi target.

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